ELIA, CITTADINO DEL MONDO

Questo racconto, fino ad oggi inedito, era stato inviato per un concorso letterario ed escluso a causa del numero troppo elevato di caratteri.
Oggi ho il piacere di condividerlo qui con voi e lo dedico a tutti quelli che hanno difficoltà nella vita.
In questo caso l’argomento era incentrato sui disabili, affrontare la loro condizione e continuare a vivere, nonostante tutto.

Era il 1974, Elia era un ragazzo appena 20enne e pieno di vita.

Studiava Giurisprudenza all’Università di Bologna perché credeva nella giustizia e nelle buone cause.

A volte era a disagio in quel mondo che si riempiva di fatti sconvolgenti, di sangue, di omicidi e di attentati per tutta Italia.

Lui voleva solo godersi i suoi 20 anni e sarebbe stato contento se ognuno avesse potuto  fare altrettanto ma la sua curiosità di cosa accadeva nel mondo non poteva tenerlo lontano dall’apprendere quelle notizie.

Viveva insieme ai suoi genitori, in una casa di montagna. Non c’erano tante comodità all’epoca e avevano a malapena un televisore in bianco e nero. I suoi genitori investirono tutti i loro risparmi per farlo studiare.

Suo padre aveva un po’ di terra e cercava di ricavarne profitto con duro lavoro.
La madre era casalinga da quando nacque Elia per poterlo seguire nella crescita.
I nonni non c’erano più a parte la nonna materna, lei sembrava non invecchiare mai. Nonostante la sua età andava ancora in bicicletta al bar a fare colazione con le amiche ogni mattina e poi una giocata rapida a tombola al circolo.

Elia aveva pochi ma fidati amici che non vedeva comunque spesso a parte all’Università e rare volte dopo aver finito di studiare. Lui non aveva la macchina e si spostava in bicicletta e col trenino locale.

Quando si laureò trovò un lavoretto presso lo studio di un Avvocato del paese dove iniziò a fare pratica.

Ormai le sue giornate erano una routine, quasi noiose. Si alzava la mattina, faceva colazione, si vestiva e andando al lavoro passava dall’edicola del suo amico Marco a prendere il quotidiano.
Finita la lunga giornata di lavoro tornava semplicemente a casa, cenava, ascoltava un po’ di musica alla radio nella sua camera da letto e dormiva.

Nel tempo Elia perse di vista la semplicità di ciò che l’ha sempre circondato ma che in fondo lo faceva stare bene. La ristretta cerchia di amici universitari, i grandi campi fioriti nelle montagne attorno a casa sua, le corse per i prati insieme al suo cane maltese Zoe.
Il ritmo frenetico al lavoro e il pensiero di come poter aiutare anche i suoi genitori gli stava letteralmente mangiando intere settimane di vita che scorrevano veloci senza più ritorno.

Elia aveva una ragazza? Figurarsi se avrebbe potuto permettersi anche il lusso dell’amore con una ragazza. Non aveva tempo neanche per la sua stessa vita ormai…

Era arrivato Settembre del 1977…

 

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A.T.

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Amo scrivere e condividere i miei pensieri più profondi.
Dopo diversi anni senza toccare la penna sono tornato, sto ritrovando me stesso e queste ne sono le espressioni più pure ed intime.

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Veliero Innamorato

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2 pensieri riguardo “ELIA, CITTADINO DEL MONDO

  • 7 marzo 2018 in 21:16
    Permalink

    Un racconto fatto di infinite sensazioni , dove nella sfortuna avuta di Elia per il grave incidente in bici , rimane con lui la
    grande forza della vita , del non mollare mai , con questo
    pensiero positivo Lui ha ripreso coraggio , e quella radio è stata un’incredibile svolta per il suo vivere .

    Molto bello quanto hai scritto , grazie per condividerlo .

    Un caro saluto
    Rosy

    1
    Risposta
  • 12 marzo 2018 in 11:40
    Permalink

    Ciao Rosy, è sempre un piacere trovare i commenti e sapere che i racconti proseguono con interesse di chi legge.

    Questo era un argomento specifico richiesto dal concorso ed era giusto per me lasciarlo coi suoi caratteri, anche se numerosi.

    Risposta

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