La fabbrica dei miei sogni

 

– Lo vedi quel vicoletto? Proprio li alla fine della strada sterrata.

“Con questa fitta nebbia non vedo nemmeno le colonne dei palazzi, figurarsi quel vicoletto.”

– Fidati di me, conta da qui tre colonne, arriva a quel vicoletto e circa a metà strada troverai, sulla tua sinistra, l’erboristeria.

“E io che volevo starmene in casa a leggere una rivista stasera davanti a una tisana calda e con addosso quelle coperte tutte ricamate di mia nonna ma ormai siamo qui… e queste idee mi vengono sempre nelle giornate meno adatte! Se solo non avessi finito le tisane”.

Conto le tre colonne, mi volto per iniziare il vicoletto quando all’improvviso sento un porta che si apre e una mano che mi tira dentro.

Il luogo è buio, sento la presenza di qualcuno anche se non lo vedo.

All’improvviso vedo la luce di una candela accendersi in lontananza e una voce che mi chiede di avvicinarmi.

Sembra essere un lungo corridoio, stretto. Inizio a camminare cercando di non sbattere contro qualcosa, vedo la candela sempre più vicina ma quando sono quasi arrivato riecco quella voce che ora mi dice di fermarmi.

La situazione sembra surreale, sono passato dalla fitta nebbia ad uno scantinato buio senza sapere per cosa e con chi.

A poco a poco si accendono altre candele e l’ambiente inizia a prendere forma. Inizio ad intravedere un grande e lungo tavolo pieno di oggetti, alcune sedie sparse per la stanza, un gatto fermo in un angolo ma di persone neanche l’ombra. Eppure qualcuno mi ha trascinato qui, qualcuno mi ha parlato.

Chiedo chi sia la persona che mi ha parlato ma segue solo del silenzio. Incuriosito inizio a guardare meglio gli oggetti sul tavolo. Mi stanno maggiormente attraendo un flauto, una penna stilografica da collezione “Parker”, un candelabro e un antico libro con pagine vuote ancora da scrivere.

Torna la voce dicendomi di prendere quegli oggetti ed esprimermi con essi.

Apro il libro bianco, con la penna inizio a scrivere una poesia piena dei miei più intimi pensieri. Aggiungo sotto ad ogni parola le note di una melodia che ne accompagnerà la lettura. Terminato tutto la voce nella stanza mi dice di alzarmi e riporre tutti gli oggetti nel baule accanto alla finestra, poi di sdraiarmi sulla chaise longue.

Do seguito alle istruzioni e mi sdraio ma rimango a pensare a questa strana situazione fissando il soffitto.

Dopo qualche minuto si avvicinano un signore con una lunga barba e una donna vestita con un elegantissimo abito di colore viola.

L’uomo apre un leggio e appoggia il libro scritto prima da me mentre la donna mi si siede accanto.

La donna inizia col flauto a suonare la melodia impressa sul libro mentre l’uomo parte con la lettura dei miei pensieri.

Mi inebria ora quest’atmosfera surreale ma piena di emozioni uniche, mi sento in pace, mi sento rilassato.

Ogni parola dell’uomo accompagnata dalla melodia del flauto mi fa stampare sorrisi sul viso scandendo dentro di me un senso di benessere totale.

Finita la lettura l’uomo mi dice che ho appena vissuto la mia esperienza nella fabbrica dei sogni.

Ne avevo bisogno. Partendo dal timore iniziale di quella situazione ho assaporato la curiosità, la fiducia, sentire il bene che è in me.

Non so quanto tempo sarà passato in tutto ma non avrei mai voluto che finisse.

Di colpo mi ritrovo in erboristeria davanti al bancone, come se non fosse mai successo realmente.

In fondo, in un pomeriggio freddo di fitta nebbia, volevo solo una tisana calda.

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Amo scrivere e condividere i miei pensieri più profondi.
Dopo diversi anni senza toccare la penna sono tornato, sto ritrovando me stesso e queste ne sono le espressioni più pure ed intime.

Puoi leggere i miei racconti completi dal libro Veliero Innamorato

Veliero Innamorato

Amo scrivere e condividere i miei pensieri più profondi. Dopo diversi anni senza toccare la penna sono tornato, sto ritrovando me stesso e queste ne sono le espressioni più pure ed intime. Puoi leggere i miei racconti completi dal libro Veliero Innamorato

Un pensiero riguardo “La fabbrica dei miei sogni

  • 26 gennaio 2018 in 0:45
    Permalink

    Accade così, cerchi qualcosa, e qualcosa trova te. Intimorito, Ti lasci andare, sperimenti, ti fidi, e alla fine senza saperlo stai vivendo il tuo sogno, senza sapere che era lì che ti attendeva, qualcuno è stato messo lì per lì destarti dal sonno, dirottando la meta, nell’oscurità e nell’ignoto, e grazie alla luce delle candele poter vedere in che modo dar forma e melodia a quel sogno, e narrandolo e suonandolo farlo vibrare alle corde dell’anima. E in una giornata con la voglia di tisana, ci si ritrova al bancone dell’erboristeria, e incredulo comprendi che volevi una cosa e ti è invece stato fatto un dono più grande, vivere il tuo sogno, come ricompensa per aver osato restare in un luogo sconusciuto con fiducia, nonostante la paura.
    Meraviglioso racconto, come ogni tuo racconto hai il potere di ispirare anche me, leggendo tra le righe . Grazie di cuore

    1
    Risposta

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