Sonata d’amore

Siamo nel 1860 e qui i padroni della casa ci tengono all’intrattenimento dei propri ospiti.

Prendo in mano il mio violino ed inizio a suonare nella grande sala dei ricevimenti.

“Le sente queste note damigella? Sono sicuro che le arriveranno al cuore.”

La sua maschera dorata con la piuma rossa cela la parte incantata del viso ma non può nascondere lo sguardo intenso e ammiccante dei suoi occhi.

Si sta gustando un buon calice di spumante, lei proviene dall’alta borghesia. L’unico modo per conquistarla è suonare la mia musica.

In fondo alla sala due dame chiacchierano sedute ad un tavolino pieno di fiori. Una di esse fuma mentre l’altra sembra estasiata dall’odore della sigaretta e si avvicina col viso per inalarne ancora un po’. Dopo pochi attimi rovesciano i loro calici di vino rosso e ne ridono di gusto.

“Chissà se è l’anonimato della mia maschera bianca che l’attira così tanto, che accende la sua curiosità. Stasera indosso un lungo vestito nero con orli in oro e un cappello.”

Rivolgo spesso lo sguardo tra la folla che si diverte, balla e ride ma cerco sempre te.

Il nostro gioco di sguardi viene notato da una signora robusta che non avevo visto fino ad ora. Ne sembra compiaciuta e fa un cenno, come di approvazione. La sua maschera è bianca, tondeggiante, con disegni neri sfumati simili a ricami sulla seta. Porta un mantello di colore scuro. Non beve, non fuma e non balla ma rimane incantata ad osservare noi.

Ad un certo punto diventi più difficile, schiva. Corri su per le grandi scale e ti perdo di vista. La signora mi guarda come se mi chiedesse di seguirti. Sto per terminare la mia composizione anche se queste poche note rimaste da suonare sembrano non finire mai.

Al termine mi si avvicina una ragazza con una maschera molto colorata, con tutti i bordi dorati ed un lungo becco bianco. Mi sussurra che al piano superiore una damigella chiede del violinista. Capisco che mi stai cercando e corro a cercarti.

Controllo tutte le stanze finché non ne apro una fantastica, ha un enorme acquario, talmente grande che potrebbe contenere una balena. Occupa tutta la stanza e vedo te in cima che aspetti di tuffarti.

Chiudo la porta alle mie spalle, incantato dalla tua bellezza, ma quando tento di avvicinarmi mi lanci uno sguardo ammiccante e ti tuffi nell’acqua, e come se fossi svenuta ti lasci andare serenamente verso il fondo.

Salgo sulla cima e mi tuffo per raggiungerti. Nuotando noto che sul fondo della vasca c’è disegnata un enorme maschera sul viso di una donna, sembra quasi angelica.

Mentre il tuo corpo continua a scendere io aumento la velocità della nuotata ma non riesco mai a raggiungerti, qualcosa è come se mi trattenesse, mi rallentasse.

Lancio uno sguardo fuori dalla vasca e vedo nella grande stanza una bambina su un’altalena piena di fiori che mi fissa sorridente. Mi da la forza per raggiungerti, ormai adagiata sul fondo.

Ti abbraccio ed entrambi abbiamo solo il tempo di un ultimo bacio prima che cali il sipario su questo spettacolo che ci ha portati via insieme in una lunga notte di intonato amore, vissuto tra un dialogo di sguardi e le corde magiche di un violino.

A.T.

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Amo scrivere e condividere i miei pensieri più profondi.
Dopo diversi anni senza toccare la penna sono tornato, sto ritrovando me stesso e queste ne sono le espressioni più pure ed intime.

Puoi leggere i miei racconti completi dal libro Veliero Innamorato

Veliero Innamorato

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2 pensieri riguardo “Sonata d’amore

  • 21 giugno 2018 in 16:44
    Permalink

    Perdona caro Ale, non l’avevo ancora letto questo tuo post .

    Come tutti del resto , mi ha lasciata con gli occhi fissi sul monitor per seguire ogni riga di questa bellissima storia .

    Un abbraccio

    Rosy

    1
    Risposta
  • 22 giugno 2018 in 10:40
    Permalink

    Buongiorno Rosy, questo racconto è stata una bella dose di immaginazione, me lo stavo vivendo mentre mettevo giù le parole e avevo una musica di quel genere in sottofondo.
    Mi ha ispirato molto 🙂

    1
    Risposta

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