Tom, Maya, Elisabeth e l’amore puro

 

C’era una casetta in mezzo al bosco, era in pietra vista, ma di quelle pietre grosse che si possono raccogliere lungo i fiumi.

Era stabile ma piccola. Aveva però tutto il necessario. Una cucina, una camera da letto, una saletta e il bagno.

E soprattutto, questa casetta, aveva Tom e Maya. Tom era il proprietario di casa e Maya il suo amato cane Pastore Tedesco.

Tom era un tipo solitario, si alimentava autonomamente tra l’orto che coltivava e le pescate giù al fiume. Maya amava correre, giocare con Tom e non era affatto dispiaciuta di condividere quello stile di vita.

Tom non amava troppo le connessioni con il mondo esterno ed evitata tv e telefono. Solo una radio a valvole veniva gelosamente custodita sul mobile della sala, posto tra il camino e il divano. Da essa ascoltava musica leggera, racconti audio e solo sporadicamente qualche notizia. Ed esclusivamente stazioni in onde medie, ancor meglio se estere. Quelle locali in FM erano troppo commerciali e piene di fredde trasmissioni e canzoni tagliate a metà.

Diceva che le notizie lo mettevano di cattivo umore perché era così raro sentirne di buone che piuttosto preferiva cambiare frequenza appena iniziava il giornale radio.

Un giorno, durante una delle consuete passeggiate, Maya aspirò una spiga dal naso e dovettero correre dalla veterinaria.

Elisabeth ci sapeva fare con Maya, riusciva a rassicurarla solo con un rapido sguardo e un sorriso accennato. Delicatamente riuscì ad estrarre la spiga e fece esplodere Maya di gioia, non si conteneva più. Tom era al settimo cielo ma non sapeva come pagare Elisabeth.

Lei disse che quando era piccola suo nonno la portava spesso a giocare nel prato vicino alla casa di Tom e sarebbe stata contenta di tornarci. Tom non ci pensò due volte e la invitò a salire a casa sua nel pomeriggio per un buon caffè ed una passeggiata per ripianare il debito e lei accettò volentieri.

Verso le 17 lei raggiunse la casa di Tom, entrò e rimase sorpresa di come l’arredo, gli oggetti e più in generale l’interno della casa fossero rimasti fermi ad almeno 20 anni addietro.

Tom le spiegò il proprio stile di vita ma Elisabeth non lo comprese appieno. In fondo lei era un’affermata veterinaria, conosciuta, socievole, viaggiatrice per lavoro e convegni.

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A.T.

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Amo scrivere e condividere i miei pensieri più profondi.
Dopo diversi anni senza toccare la penna sono tornato, sto ritrovando me stesso e queste ne sono le espressioni più pure ed intime.

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Veliero Innamorato

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5 pensieri riguardo “Tom, Maya, Elisabeth e l’amore puro

  • 19 gennaio 2018 in 15:02
    Permalink

    semplicemente stupenda e commovente. Riesci, a rappresentare le scene, come se le si stessero vivendo realmente. sono riuscito ad immaginare la campagna, maia che corre e porta l’agrifoglio davanti allo studio della veterinaria.

    3
    Risposta
    • 19 gennaio 2018 in 23:08
      Permalink

      Maia, se ne va, e lascia il dono più grande. Con lei che vola in cielo, depositaria nel suo nome dell’illusione di cui la vita si cela, l’illusione si dissolve, cade ogni velo, e resta la verità, l’amore puro ed incondizionato. Una storia che fa vibrare il cuore. Grazie .

      1
      Risposta
    • 20 gennaio 2018 in 8:07
      Permalink

      Grazie per aver condiviso il pensiero.
      Una delle cose più importanti in un racconto credo sia proprio riuscire a far immaginare bene le scene a chi legge o ascolta.
      Quando ho immaginato il finale mi sono commosso anche io e ancora lo stavo scrivendo.
      Ale

      Risposta
  • 20 gennaio 2018 in 11:36
    Permalink

    E’ incredibilmente emozionante questo racconto, complimenti è una bella storia di Vita .

    Un saluto buon sabato.

    1
    Risposta
    • 20 gennaio 2018 in 12:08
      Permalink

      Grazie mille Rosy, è sempre un piacere sapere di riuscire a dare emozioni.

      Buon sabato anche a te 🙂

      Risposta

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